DISCIPLINARE DEL REGISTRO ANAGRAFICO DELLE RAZZE

  POPOLAZIONI EQUINE RICONDUCIBILI A GRUPPI ETNICI LOCALI

 
 
 

Art. 1

 

Ai sensi dell'art. 3 della Legge 15 gennaio 1991, m. 30 sulla disciplina della riproduzione animale, e del Decreto del Ministero dell'Agricoltura del 27luglio1990, il Registro Anagrafico delle popolazioni equine riconducibili a gruppi etnici locali, tenuto dall'Associazione Italiana Allevatori, Ente giuridicamente riconosciuto con D.P.R. n. 1051 del 27 ottobre 1950, è regolato dal presente Disciplinare, in armonia con la normativa dell'Unione Europea.

 

CAPITOLO 1

 

Organizzazione del Registro Anagrafico

 

Art. 2

Il Registro Anagrafico rappresenta lo strumento per la conservazione delle razze popolazioni equine ammesse e ne promuove la valorizzazione economica.

 

Le attività di cui al presente Disciplinare sono svolte secondo le norme previste dai successivi articoli, sotto la vigilanza del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, nei termini previsti dalla Legge n. 491/93, dall'Associazione Italiana Allevatori che si avvale della propria struttura centrale e periferica.

 

Art. 3

 

Le razze popolazioni ammesse al Registro Anagrafico sono le seguenti:

cavalline:
 - Cavallo del Ventasso;
 - Norico;
 - Cavallo del Catria;
 - Pony di Esperia;
 - Salernitano;
 - Persano;
 - Calabrese;
 - Siciliano;
 - Sanfratellano;
 - Sardo;
 - Cavallino della Giara;
 - Murgese;
 - Samolaco;
 - Tolfetano;
 - Cavallino di Monterufoli;
 - Napoletano (probabilmente estinto)
 - Pugliese (probabilmente estinto)
 
asinine:
 
 - Asino dell'Amiata;
 - Asino Ragusano;
 - Asino dell'Asinara;
 - Asino Sardo;
 - Asino di Martina Franca;
 

Art. 4

 

Il Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, su proposta dell'Associazione Italiana Allevatori e conforme parere della Commissione Tecnica Centrale del Registro, autorizza l'ammissione allo stesso di altre razze popolazioni.

 

Art. 5

 

Allo svolgimento dell'attività del Registro, l'Associazione Italiana Allevatori provvede mediante:

 
 - la Commissione Tecnica Centrale;
 - l'Ufficio Centrale;
 - gli Uffici Provinciali.
 

Art. 6

 

La Commissione Tecnica Centrale studia e determina i criteri e gli indirizzi per la conservazione ed il potenziamento delle razze popolazioni ammesse e propone eventuali modifiche al presente Disciplinare.

Assolve i compiti previsti in materia di riproduzione, con particolare riferimento alle norme contenute nel Regolamento applicativo della Legge del 15 gennaio 1991 n. 30.

 
Della Commissione Tecnica Centrale fanno parte:
 

1 rappresentante del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, incaricato di vigilare con carattere di continuità sugli adempimenti previsti dal presente Disciplinare;

 

1 funzionario tecnico rappresentante ciascuna Regione a statuto ordinario e speciale, nonché delle Province autonome di Trento e Bolzano, in cui sia presente almeno una delle razze popolazioni di cui all'art. 3 nominato dal rispettivo Assessorato all'Agricoltura;

3 esperti in zootecnia, nominati dal Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, su proposta dell'Associazione Italiana Allevatori;

 

3 allevatori designati a turno dall'Associazione Italiana Allevatori, in funzione degli argomenti all'ordine del giorno di ciascuna riunione;

 
1 rappresentante dell'Unione Nazionale Incremento Razze Equine;
 
1 rappresentante del Ministero della Difesa;
 
il Direttore dell'Associazione Italiana Allevatori o suo delegato;
 

il Presidente dell'Associazione Italiana Allevatori o suo delegato.

 

Svolge le funzioni di segretario il Direttore dell'Associazione Italiana Allevatori o suo delegato.

La Commissione elegge, nel proprio ambito, il Presidente e un Vice presidente.

I componenti restano in carica per un triennio e possono essere riconfermati.

In relazione agli argomenti da trattare, il Presidente può invitare, a titolo consultivo, esperti di particolare competenza, così come allevatori delle razze popolazioni interessate.

La convocazione deve essere fatta almeno 15 giorni prima della riunione.

In prima convocazione le riunioni della Commissione sono valide con la presenza di almeno la metà dei componenti, in seconda convocazione le riunioni sono valide qualsiasi sia il numero dei presenti.

In assenza del Presidente assume la Presidenza il Vice Presidente.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti dei presenti; in caso di parità dei voti prevale quello del Presidente.

Di ogni riunione viene redatto apposito verbale, firmato dal Presidente e dal segretario.

 

Art. 7

 
L'Ufficio Centrale provvede:
 
al coordinamento ed al controllo degli Uffici Provinciali ed all'espletamento dei compiti relativi al funzionamento del Registro;
 
alla verifica dell'applicazione degli schemi di riproduzione, approvati per ciascuna razza popolazione ammessa al Registro.
 

Art. 8

 

Gli Uffici provinciali provvedono:

 

all'espletamento delle attività di loro competenza previste dal presente Disciplinare;

 

all'applicazione degli schemi di riproduzione, approvati dalla Commissione Tecnica Centrale per ciascuna razza popolazione;

 

al rilascio dei documenti ufficiali del Registro, secondo le norme prescritte dal presente Disciplinare.

 

Gli Uffici provinciali sono tenuti dalle Associazioni Provinciali Allevatori giuridicamente riconosciute e appositamente prescelte dall'Associazione Italiana Allevatori ed eventualmente e, comunque sempre sotto il controllo dell'Associazione Italiana Allevatori, da Istituti di Incremento Ippico ed Associazioni di Allevatori giuridicamente riconosciuti e territorialmente presenti. Qualora si verifichino carenze, l'Associazione Italiana Allevatori provvede direttamente, in via temporanea, all'espletamento delle attività anzidette.

L'Associazione Italiana Allevatori può affidare ad un solo Ufficio le attività di più province qualora le condizioni dell'allevamento e l'assetto organizzativo funzionale lo richiedano.

La tenuta del Registro Anagrafico negli Uffici Provinciali è sottoposta a norma dell'art. 77 del D.P.R. 24 luglio n. 616, alla vigilanza degli Assessorati Regionali all'Agricoltura, svolta secondo le direttive impartite dal Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, a norma dell'art. 4 del citato D.P.R.

 

Art. 9

 

Per l'esame dei puledri, per la valutazione morfologica degli stalloni e delle fattrici, da iscrivere ai rispettivi Registri la Commissione Tecnica Centrale nomina tecnici specializzati "Esperti di razza-popolazione" scelti tra allevatori e tecnici particolarmente competenti nell'allevamento e nelle caratteristiche della razza popolazione specifica.

L'Ufficio provinciale è tenuto a comunicare il calendario delle valutazioni morfologiche all'Assessorato all'Agricoltura competente per l'eventuale opportuna presenza di un suo delegato.

 

CAPITOLO II

 

Ammissione degli allevamenti e dei soggetti al Registro Anagrafico

 

Art. 10

 

L'adesione degli allevamenti al Registro Anagrafico è volontaria.

L'allevatore che vi intenda aderire deve presentare domanda all'Ufficio provinciale competente per territorio.

Possono essere iscritti al Registro Anagrafico gli allevamenti costituiti da soggetti in possesso dei caratteri di razza popolazione.

L'Ufficio provinciale provvede a segnalare, in via preliminare, all'Ufficio Centrale l'eventuale esigenza di valutazioni morfologiche, da svolgere negli allevamenti che abbiano fatto domanda d'iscrizione.

Il giudizio di idoneità all'iscrizione degli allevamenti che abbiano fatto domanda viene espresso dall'Ufficio Provinciale competente per territorio che provvede ad informare l'Assessorato Regionale all'Agricoltura.

 

Art. 11

 

La visita per l'iscrizione degli stalloni e delle fattrici, nonché dei puledri ai rispettivi Registri si effettua in appositi raduni, o presso singoli allevamenti, una volta l'anno secondo programmi stabiliti dall'Ufficio Centrale in accordo con gli Uffici provinciali.

 

Art. 12

 

Il Registro Anagrafico si articola in:

 

 - Registro puledri;

 
 - Registro fattrici;
 

 - Registro stalloni.

 

Art. 13

 

Ai Registri puledri, fattrici e stalloni, vengono iscritti i soggetti maschi e femmine in possesso dei requisiti previsti dalle Norme Tecniche, emanate dalla Commissione Tecnica Centrale.

 

CAPITOLO III

 

Identificazione dei soggetti appartenenti al Registro Anagrafico

 

Art. 14

 

L'identificazione dei soggetti di cui all'art. 13, viene effettuata dall'Esperto razza-popolazione mediante il rilevamento dei dati segnaletici e/o altro sistema approvato dalla Commissione Tecnica Centrale

 

CAPITOLO IV

 

Schede, moduli e registri del Registro Anagrafico

 

Art. 15

 

Per la tenuta delle registrazioni sono prescritti i registri e i moduli approvati dalla Commissione Tecnica Centrale.

Art. 16

 

Il Certificato Anagrafico è rilasciato dagli Uffici Provinciali a richiesta dell'allevatore. Esso viene rilasciato ai soggetti iscritti nelle diverse sezioni.

Per lo stesso soggetto è rilasciato un solo certificato originale.

In caso di smarrimento, debitamente denunciato dall'interessato all'Autorità competente, potrà rilasciarsi, da parte dell'Ufficio provinciale, un secondo certificato sul quale dovrà essere stampigliata in modo evidente la dicitura: "Duplicato".

 

CAPITOLO V

 

Obblighi degli allevatori e finanziamenti del Registro Anagrafico

 

Art. 17

 

L'allevatore che ha ottenuto l'ammissione al Registro del proprio allevamento si impegna:

 

ad accettare il presente Disciplinare e le disposizioni impartite per il funzionamento del Registro;

 
a sottoporre tutti i soggetti del proprio allevamento ai controlli stabiliti dalla Commissione Tecnica Centrale;
 

a fornire, quando richiesto dai competenti organi del Registro, chiarimenti e notizie riguardanti il proprio allevamento.

 

Art. 18

 

L'infrazione, da parte dell'allevatore interessato, di una o più norme del presente Disciplinare comporta, a seconda dei casi, i provvedimenti seguenti:

 

ammonimento;

 

sospensione del proprio allevamento;

 

radiazione del proprio allevamento;

 

denuncia all'Autorità giudiziaria, nel caso di comprovata frode.

 

I provvedimenti di cui ai paragrafi a) e b) sono di competenza degli Uffici provinciali. I provvedimenti di cui ai paragrafi c) e d) sono deliberati dall'AIA, su proposta o su parere dell'Ufficio provinciale competente per territorio.

Per i provvedimenti di cui ai punti c) e d) è ammesso il ricorso da parte dell'allevatore alla Commissione Tecnica Centrale.

 

Art. 19

 

Al finanziamento del Registro Anagrafico si provvede:

 

in sede centrale con:

quote contributive versate dall'Ufficio provinciale;

contributi pubblici in applicazione di leggi in materia zootecnica secondo le determinazioni del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali e delle Regioni e/o province autonome interessate;

altri eventuali proventi.

 

in sede provinciale con:

quote contributive versate dagli allevatori direttamente agli Uffici provinciali per il rilascio di certificati e di altri documenti;

contributi pubblici in applicazione di leggi in materia zootecnica secondo le determinazioni del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali e delle Regioni e/o province autonome interessate;

altri eventuali proventi.

 

CAPITOLO VI

 

Disposizioni generali

 

Art. 20

 

Registri, certificati , moduli e atti in genere derivanti dal presente Disciplinare e contraddistinti dal marchio depositato dall'Associazione Italiana Allevatori hanno valore ufficiale. Chiunque sottragga, alteri, contraffaccia i documenti e i contrassegni depositati, o chi ne faccia uso indebito, è perseguito a norma di legge.

 

Art. 21

 

Le modifiche al presente Disciplinare di iniziativa del Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali o proposte dall'Associazione Italiana Allevatori, su conforme parere della Commissione Tecnica Centrale, entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione.

 

Art. 22

 

Le Norme Tecniche che disciplinano l'iscrizione dei soggetti al Registro Anagrafico vengono emanate dalla Commissione Tecnica Centrale e devono essere approvate dal Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali.

Eventuali modifiche di iniziativa di detto Ministero entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione, quelle proposte dall'Associazione Italiana Allevatori , previa delibera della Commissione Tecnica Centrale, devono venire trasmesse al Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali entro 60 giorni dalla data della delibera della Commissione Tecnica Centrale stessa.

Le modifiche entrano in vigore dalla data del relativo decreto di approvazione o comunque dopo 90 giorni dalla data di trasmissione delle stesse al Ministero delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, nel caso non ci sia stato un parere contrario di quest'ultimo.

 
 

Fonte Associazione Italiana Allevatori (A.I.A.) 

http://www.aia.it/index.php?section=registri